Nuoto - Total Immersion - la mia esperienza

Nuotare è uno degli sport più tecnici che potete praticare. Lunghe ore, settimane, mesi a nuotare offrono iniziali miglioramenti, anche evoluzioni notevoli se si pratica 3 o 4 volte alla settimana continuativi si arrivano a livelli egregi. Poi quando si arriva in una squadra Master, come ho fatto io dopo 10 anni di pratica si vede che il livello raggiunto è ancora basso!!! Respirazione affannosa, vasche a non finire (3000mt ed oltre) ma sembra che agli ex-agonisti questo non faccia un baffo. Dopo un primo approccio a testa bassa mi sorge un ragionamento : possibile che gli altri facciano meno fatica di me, andando più velocemente? Come fanno loro? 

TECNICA

Tecnica : certo , ma a volte è anche, e sovente talento. Ma questo talento come lo si "addomestica" ?  Ovvio con tante ore di pratica !  Ora mi viene in mente l'immagine di un atleta che per correre una maratona come si deve quanti km deve fare ? Se occorrone le sacrosante 10.000 ore di pratica per diventare professionisti ad un maratoneta olimpionico occorrerebbe percorrere circa 200.000km per "allenarsi" : cioe' poco meno di 7 anni tutti i giorni 2 ore al giorno!!! E' possibile tutto cio?

FORZA

Evidentemente sottovalutiamo qualcosa :   mente e corpo e la sinergia che questi creano. Lo stesso Phelps quando non si allenava fisicamente, metteva su la sua "cassetta" : simulava la sua gara ideale, dalla mattina fino al fischio di partenza. L'abitudine faceva il resto. Ritorniamo al nuoto : vasche su vasche aiutano, ma la direzione del miglioramento si rivolge verso l'esplorazione dell'acqua che come ambiente è più ostile dell'aria. Se ad un corridore sui 100mt  diamo il 10% di forza la sua prestazione migliora probabilmente del 2-3%, se lo diamo ad un nuotatore, arriva all'1%.  Questo divario è causato dal "Drag", cioe' dall'attrito dell'acqua che è 1000 volte più densa dell'aria.  Prendete qualcuno che nuota i 50mt in 30'' e fategli fare i 200mt in 2'.  Quanti ci riusciranno ? Molto pochi, forse 1 su 20, e la differenza sta nella tecnica, non nella forza.

DOVE MIGLIORARE ?

A risposta a tutto questo è essenzialmente nella tecnica approssimativa e nei problemi di galleggiamento che gli atleti si trascinano, irrisolti, dagli esordi. Le gambe affondate, la testa alta alla ricerca di ossigeno, un eccessivo ricorso alla battuta di gambe ed alla frequenza della bracciata sono tutti segnali di un galleggiamento non ottimale; sono anche causa di aumento di attrito con l’acqua e di perdita di energia per lo sforzo di rimanere a galla anziché di avanzare.  Più si cerca di metterci energia più si rallenta a causa del drag.

TOTAL IMMERSION

Il mio pensiero allora è andato su come mi allenavo, e soprattutto su come nuotavo. "E' possible migliorare il mio modo di nuotare?"  Si, certo ma occorre fare della tecnica la tua abitudine. Cioè non portarsi a 4000mt a sessione, stare sui 2000mt ma di esercizi e nuotate "calibrate".  Quando si nuota, non si perde il controllo nella foga di fare vasche, si deve mantenere il controllo. Oltre a questo ho cercato un modello di nuoto, e TI aiuta a farsi l'idea di come nuotare proponendo un proprio metodo. Terry Laughlin propone una serie di esercizi, che io ho trovato su youtube. Seguendo esercizio per esercizio, senza fretta, con la pausa estiva (2 mesi abbondanti) e dopo un anno di allenamento sono passato dai 49" agli attuali 39" nei 50mt. Oltre a rinforzare tutto il resto: attualmente 4000mt di allenamento, tenendo 2' sui 200mt.